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DOI 10.1722/3152.31322 Scarica il PDF (47,7 kb)
Noos 2018;24(3):133-134



Prefazione
alberto siracusano, cinzia niolu
Cattedra di Psichiatria, Dipartimento di Medicina dei Sistemi,
Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”



Il razionale che sottende la scelta del tema delle transizioni in psicopatologia per questo numero di Nooς è quello di dare rilievo ad alcuni momenti cruciali del ciclo vitale, quelli delle transizioni appunto, analizzandone le caratteristiche peculiari che le rendono entità nosografiche spesso molto diverse da quelle di partenza e da quelle di arrivo.
L’obiettivo è quello di soffermarsi sugli snodi cruciali del ciclo vitale, dalla prima infanzia all’adolescenza, dall’adolescenza all’età adulta, individuando aree critiche e “unmet needs” nell’ambito della diagnosi e dei percorsi di cura dei disturbi psichici che esordiscono o si trasformano in queste fasi.
Il focus si incentrerà sulle diverse pathways di transizione dei disturbi del neurosviluppo dalla prima infanzia all’adolescenza all’età adulta, sulle condizioni mentali a rischio, sugli effetti patoplastici del trauma sullo sviluppo psicologico, sulla trasmissione transgenerazionale della psicopatologia, sulle transizioni di genere.
Per molte di queste condizioni psicopatologiche la difficoltà maggiore consiste nell’inquadramento diagnostico, dal momento che la fase del ciclo vitale nel quale esordiscono, quella di transizione, è di per sé stessa una fase caratterizzata da importanti cambiamenti psicologici e comportamentali, che possono mascherare sintomi e segni, soprattutto se sottosoglia.
Questo è ciò che accade, ad esempio, nei disturbi perinatali della donna, nei quali le variazioni ormonali e gli inevitabili adattamenti richiesti dalla gravidanza e dal post partum possono coprire la presenza di sintomi psichiatrici, ritardandone l’identificazione diagnostica e, di conseguenza, il trattamento.
Sorte analoga può toccare agli stati cosiddetti Ultra High Risk (UHR), anticamera degli esordi adolescenziali, in cui i “soft signs” e le manifestazioni prodromiche si mescolano con le caratteristiche comportamentali di alcune adolescenze “particolari”.
Per quanto riguarda i disturbi del neurosviluppo, in particolare lo spettro autistico, a ciò che si è detto va aggiunta la questione cruciale delle modificazioni del quadro clinico, legate allo sviluppo e alla maturazione cerebrale, e il cambiamento delle esigenze psicologiche, familiari e sociali dell’adolescente rispetto al bambino. Tutto questo provoca, inevitabilmente, ulteriori incertezze diagnostiche e di presa in carico.
Un particolare aspetto di grande interesse legato alle transizioni psicopatologiche è quello della trasmissione transgenerazionale della patologia. L’interesse per l’epigenetica in psichiatria ha origine da studi che hanno messo in luce come meccanismi epigenetici siano in grado di influenzare i normali pattern del neurosviluppo e delle funzioni cerebrali e, conseguentemente, dei meccanismi che intervengono nelle pathways di sviluppo psicopatologico implicate in alcuni disturbi psichiatrici. La trasmissione transgenerazionale o intergenerazionale di un cambiamento epigenetico a carico del DNA implica la possibilità di rintracciare un fenotipo patologico in generazioni non esposte a fattori di alterazione epigenetica. Il campo della ricerca sui meccanismi di trasmissione transgenerazionale e intergenerazionale è in via di sviluppo nell’ambito delle scienze psichiatriche.
In questo numero viene fatta una panoramica del fenomeno con riferimento particolare alle aree relative alla nutrizione, allo stress, alla depressione perinatale, agli effetti sulle generazioni successive dell’utilizzo di sostanze d’abuso e del trauma/ violenza interpersonale.
Quest’ultimo fenomeno, relativo in particolare alla violenza perpetrata da parte di figure di attaccamento significative, in momenti cruciali dello sviluppo del bambino, quindi nelle sue principali fasi di transizione, non si limita agli esiti fisici, fatali o non fatali, ma comprende una vasta gamma di conseguenze per molto tempo invisibili sul piano psichico. Tali conseguenze, oltre ad agire patoplasticamente sulla vittima diretta della violenza, se non adeguatamente trattate, si ripercuotono sulle generazioni successive alla stregua di fattori di rischio veri e propri.
Ultimo ma non ultimo “hot point” che abbiamo voluto proporre alla riflessione è il fenomeno, sempre più in crescita, delle transizioni di genere. Nel grande capitolo della medicina di genere la ricerca scientifica deve tener conto non solo dei due generi, maschile e femminile, ma della realtà della “gender revolution”, che propone all’attenzione di ricercatori e clinici di varie discipline le peculiarità delle transizioni di genere, nelle loro molteplici sfaccettature e classificazioni.
Le problematiche organiche e psichiche delle transizioni sono trattate in questo numero sotto l’ottica multidisciplinare medica e psicologica a cui appartengono, dato che le cause del vissuto di non conformità con il proprio sesso biologico sono sia neuroendocrine che psicologiche, e spesso aggravate dallo stigma sociale e dalla autostigmatizzazione e da fenomeni di abusi e violenze.
Da un punto di vista terapeutico, la psicopatologia delle transizioni è molto spesso “orfana” di modelli di presa in carico e di protocolli terapeutici, e tale vuoto di trattamento, aggiunto ai gap diagnostici di cui si è detto, rappresenta un ulteriore forte rischio per l’insorgenza, la stabilizzazione e la cronicizzazione.
Questo numero di Nooς tenta di prendere in esame il fenomeno delle transizioni psicopatologiche da tutti i punti di vista, i diversi autori sono esperti nel campo e propongono interessanti focus, approfondimenti, modelli diagnostici e terapeutici.


Il Pensiero Scientifico Editore
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